Knowledge Building

Questo lunedi voglio dare un taglio diverso. Stimolato dalla recente uscita del numero speciale di Qwerty, una rivista specializzata in tecnologia, educazione, multimedialità ed e-learning dell’Associazione CKBG, di cui sono orgogliosamente membro.

La recente uscita di questo numero mi fa pensare a quanta strada ci sia ancora da fare per cambiare il concetto di formazione e, in senso più ampio, di educazione.

La costruzione di conoscenza è  un concetto “strano”, anche se chiunque si occupa di formazione a tutti i livelli dovrebbe averne un’idea! Si tratta di un approccio epistemologicamente molto particolare che gettando le sue basi nel socio-costruttivismo mira non solo alla trasmissione verticale del sapere (anzi, tutt’altro!), ma si lancia verso un’elaborazione condivisa della conoscenza, sulla sua costruzione sociale e sull’esplorazione del sapere in un’ottica orizzontale, tra pari. L’adulto, o l’esperto, sono solo semplici facilitatori di un processo di esplorazione del tutto naturale, in cui il primo ingrediente è proprio la curiosità e la naturale esigenza dell’essere umano di conoscere ed esperire in prima persona.

Lo special issue che ci ha impiegati per oltre un anno, che è stato costruito in modo aperto, abbandonando i soliti canoni impolverati della blind peer review (il tuo articolo viene valutato da due autori anonimi che ti fanno le pulci e decidono se è adatto alla comunità scientifica), sperimentando un processo tra pari, open, in cui ognuno sapeva chi era il proprio referee e poteva dialogare direttamente con lui, nell’ottica di migliorare complessivamente e dialogicamente il proprio contributo.

Con Stefania Cucchiara, mia compagna di viaggio in quest’esperienza, abbiamo sperimentato personalmente gioie e dolori della curatela di un numero di oltre 400 pagine, praticamente un libro!

Insomma, questa settimana vi invito alla lettura! E alla riflessione sul vostro ruolo di formatori e docenti, anche se, e soprattutto quando, non siete docenti o formatori!!!

Buona lettura!

Special Issue Qwerty: Knowledge Building Communities. Aspetti teorici, metodologici e operativi. Clicca qui

Un commento

  1. Argomenti interessantissimi e complimenti per questo tuo ruolo prestigioso!

    Credo che la costruzione di conoscenze non possa prescindere dalle interazioni sociali e che le abilità personali possano evolversi solo in questo contesto, con un andamento a spirale tra livello sociale e individuale, verso interazioni sempre più complesse.

    In questo si inserisce il formatore di conoscenze che è prima di tutto un facilitatore, il cui insegnamento, per essere efficace (questo, secondo Vygotskij) deve essere collocato oltre il livello di sviluppo attuale del soggetto. Una prospettiva circolare , dove anche il formatore si arricchisce mentre trasferisce le conoscenze nello spazio relazionale dell’insegnamento.

    Interessante è la prospettiva della pedagogia steineriana che sembra cogliere bene quell’aspetto che tu stesso sottolinei, riguardo alla tendenza naturale dell’uomo di conoscere e esplorare con curiosità, nel rispetto delle personali predisposizioni e dei tempi di maturazione.

    Un riferimento va poi fatto alle nuove tecnologie informatiche, multimedialità ed e-learning che stanno modificando qualitativamente approcci e interazioni nei sistemi di apprendimento. Questa, che è per me un’esperienza indiretta piuttosto coinvolgente, sembra rivoluzionare sensibilmente e dinamicamente i processi di apprendimento di nuove conoscenze.

    Penso inoltre che insegnare significhi anche proporre nuovi strumenti d’indagine stimolanti che attivino forme di pensiero più creative e meno standardizzate, che è poi il mio personale obiettivo.