Quindici anni. Sono tanti.

Immagine: scottchan

Il Monday Morning di questa settimana è un po’ particolare.

Dopo molto tempo, una decina di anni, sono tornato a Londra. Purtroppo è solo una toccata e fuga per lavoro, con poco spazio per il turismo (anche se ci proveremo!!!).

Ma l’evento, banale, scontato (è solo un caso che il destino mi abbia portato in questi anni in giro ma mai a Londra), mi ha fatto pensare a questo enorme lasso di tempo.

10 ANNI

Le domande di questa settimana si appoggiano proprio su questo numero e sulla sua portata motivazionale, incredibile e potente.

Mi godo la città e nel frattempo ci penso un po’.

Le domande di questa settimana…

  • Dov’eri 10 anni fa? Cosa stavi facendo? Che tipo di persona eri?
  • Dieci anni fa, come ti aspettavi sarebbe stato il tuo futuro, oggi?
  • E tra dieci anni? Dove vorresti essere? Cosa vorresti fare? Che tipo di persona ti piacerebbe essere?

Un commento

  1. “You gave me hyacinths first a yearn ago;
    “They called me the hyacinth girl.”
    - Yet when we came back, late, from the hyacinth garden,
    Your arms full, and your hair wet, i could not
    Speak..” (T.S.Eliot)

    Finchè non ho iniziato a dilatare la mente nella realtà virtuale (e ora i sentieri di ricerca sono per la maggior parte orientati all’ipertesto), il mio tempo è stato scandito dai libri.
    Abito in una casa dove ci sono più libri che mobili e credo di essermi dilettata a investigare molti argomenti della natura umana.
    Cosa facevo 10 anni fa? Basta cercare tra i 15 mt di scaffali delle librerie (+ quelli del mio studio…) e guardare la data sui libri.
    Sistema infallibile per ricordare un percorso di tempo della mia vita.
    Ecco, 10 anni fa ero immersa nella lettura di T. S. Eliot e dagli appunti fitti, sottolineature gialle, foglietti sparpagliati e evocazione di sensazioni gradevoli, ero del tutto presa da The Wast Land e da Four Quartets…

    Che tipo di persona ero? Alla ricerca di se stessa, entusiasta, a volte insicura. Pronta a capitalizzare energie intelletuali nell’idea di diventare ciò che sentivo di essere.

    Le circostanze che poi mi hanno portata ad altri percorsi di formazione (è così che sono spuntati sulle librerie nuovi argomenti …e ogni testo con la sua data, naturalmente!) sono state interessanti e la formazione continua tuttora perchè c’è sempre da imparare.

    E questo è l’obiettivo futuro: essere ciò che sono diventata ed evolvermi nella prospettiva dinamica della conoscenza, nella possibilità di dare il meglio delle mie risorse.

    Insomma non fermarsi mai, andare avanti con curiosità, conoscere, condividere, insegnare, supportare e sorridere!

    Buona permanenza, anche se breve, a Londra!

    PS. Quel discorso della scorsa settimana sullo spostare l’attenzione sul risultato, rispetto all’azione è un prodigioso sistema anti-stress. Direi che funziona!