The Inner Game

Il rivale che si ha dentro la propria testa è più spaventoso di quello che si trova dall’altra parte della rete.

Timothy Gallwey, Pioniere del Coaching

Con Inner Game Gallwey, e non solo lui ovviamente, intendeva tutto ciò che ha a che fare con la nostra quotidiana lotta contro i propri limiti, alla ricerca di una performance superiore.

E il nostro rivale interno è davvero peggiore di qualsiasi concorrente esterno. soprattutto perchè con lui o lei dobbiamo convivere tutti i santi giorni della nostra vita!

A volte, anche se partecipa in modo completamente ingenuo, senza per forza essere “cattivo”, il nostro rivale interno sembra non seguire le regole e gioca d’anticipo, spesso “sabotando” la nostra performance.

Individuarne le motivazioni, scoprirne le strategie, metterne a tacere alcune istanze ci può mettere uslla buona strada per vincere.

Le domande di questa settimana…

  • Come è fatto il mio concorrente interno?
  • Riuscirò a batterlo in qualche partita?

Immagine: xedos4

Un commento

  1. “Non guarda nulla; trattiene dentro di sé il suo amore e la sua paura: ecco, lo Sguardo è questo.” Roland Barthes

    La conosco bene la mia sabotatrice, spesso ci guardiamo in cagnesco. Imprevedibile e antagonista. Una sorta di Bastian contrario… cocciuta fino all’esasperazione.
    Ma basta spostare lo Sguardo ( vincere sul punto che spicca dal tutto, come il sacco informe in mezzo alla strada che speri non sia un animale morto ma che resta difficile trattenersi dal non guardare…) scorgerla in un anfratto, ombrosa tra i pensieri e renderla inoffensiva.

    E comunque non c’è sempre bisogno di vincere. Magari di migliorarsi nell’attivare nuove risorse tra counseling e coaching …