Love, love, love! Ecco perchè ti seguo!

Il post di ieri (Dimmi cosa scrivi e ti dirò chi sembri) ha sollevato una divertente discussione che si è mossa su più fronti.

Prima di tutto, alcuni miei lettori mi hanno scritto per dirmi che l’articolo era troppo… negativo! E in effetti, lo devo ammettere, toccava prevalentemente gli aspetti più negativi della conversazione online. Ma la scelta era voluta: in un mondo in cui si parla tanto di come impressionare positivamente il nostro interlocutore, capita di dimenticarci della possibilità di scrivere cose che vanno nella direzione opposta. E in parte, anche il mio articolo ha sortito lo stesso effetto: sollecitare un reazione inaspettata (quindi ci avevo azzeccato! :-) ). Poi, chiacchierando con questi stessi amici, abbiamo ritrovato tutti gli esempi che riportavo nell’articolo, soprattutto in ciò che noi stessi scriviamo: l’autoironia in questi casi è un ingrediente indispensabile. E ci abbiamo riso su!

In secondo luogo, rimaneva inespressa l’altra faccia della medaglia. Perchè alcune persone riescono, con pochissime righe, ad incastrarti, ad ammaliarti con le loro parole e ti spingono a seguirli, a farti loro discepolo 2.0?

Così, su consiglio di Stefania e di Francesco (li trovate nella mia bacheca di FB, oltre che nella vita reale), abbiamo pensato di rilanciare in positivo.

Ecco le cinque tipologie di Twitteri che seguo con passione e qualche spunto su cosa fanno per attirare la nostra attenzione.

1. L’Esperto.

Sono quelle persone aggiornatissime, sempre in prima linea per le ultime novità, con una visione critica, aperta, fresca e vitale di ciò che accade. I loro post sono vivaci, stimolanti, spesso illuminanti. Ho avuto recentissimi esempi di questo tipo nel gruppo Insegnanti e Docenti e LIM di Facebook: gruppi online popolati da persone attive, esperte, sperimentatori nel DNA. E in pochi giorni di partecipazione alla community ho avuto l’opportunità di sperimentare idee uniche ed elettrizzanti.

I post e i tweet di queste persone ti tengono aggiornato su cosa accade nel mondo in modo semplice e diretto, offrendoti sempre l’opportunità di espandere la tua tavolozza di colori, il kit di sopravvivenza!

2. Il Semplice.

Sono quelle persone che amano sperimentare, senza per forza indossare il cappello dell’innovatore. Persone curiose, aperte, in grado di ritrovare e comunicare al mondo il loro modo di aver provato qualcosa di nuovo, di esplorarne i limiti e di chiederti continuamente “perchè?, come?”.

I loro post ci fanno venire voglia di provare, di sperimentare a nostra volta il gioco della novità. Risvegliano il bambino che è in noi, la parte migliore per creare nuove idee.

Adoro questa tipologia di autori: le loro idee vengono espresse in modo chiaro e lineare, qualità rara e preziosa e nel loro mondo digitale sembra essere scomparsa la parola impossibile, sostitutita da fattibile e probabile.

3. L’Illuminato.

Il suo principale valore aggiunto è l’esperienza: come un guru indiano, si tratta di qualcuno che ha fatto un percorso, che ne è uscito in qualche modo vincente (e anche se ha perso, ha saputo trarne giovamento) e che racconta la sua esperienza, interpretando i fatti quotidiani, le novità, gli eventi con una lente privilegiata.

Queste persone pubblicano riflessioni profonde, che fanno respirare la polvere dei viaggi on the road, che ti fanno contare i segni sulla carrozzeria o le cicatrici di guerra. Ti portano lontano e ti fanno crescere perchè ti offrono un regalo unico: la capacità di stare con i piedi per terra, accompagnata da un profondo senso pratico.

4. Quello identico a te.

Questi autori rappresentano la maggior parte delle persone che seguiamo.

Sono quelle persone che raccontano, vivono, interpretano (almeno apparentemente, o perlomeno secondo quello che percepiamo e costruiamo noi) il mondo nello stesso nostro modo. Ci sono simpatici, ci piacciono, a pelle raccontano una storia come piacerebbe raccontarla a noi. E li seguiamo giorno dopo giorno, per il piacere di avere un compagno di viaggio.

I loro post spesso raccontano l’idea che mi è venuta mentre facevo colazione o aspettavo l’autobus. E’ come se ti togliessero le parole di bocca, ma le pronunciassero in un modo che ti fa dire: “wow! come l’ha scritto bene!“.

5. Il tuo opposto.

Non siamo tutti uguali e ad alcuni – io sono uno di quelli – piace vedere l’altra faccia della medaglia, la prospettiva completamente opposta. Se è vero che i tuoi migliori amici sono i tuoi nemici, è anche vero che le persone con cui litigheresti di più perchè la vedono in maniera opposta alla tua, sono proprio quelle che ti possono dare di più, che ti fanno crescere ed espandono la tua mappa del territorio.

I post di queste persone, capita, ti fanno incazzare, soprattutto quando hanno ragione pensandola diversamente da te! Però, se ti piace il confronto e lo scambio, ti viene da sorridere, perchè, mannaggia, hanno proprio ragione!

Prima di scrivere questo post ho guardato i miei profili social e ho rintracciato tutte queste persone, forse la maggior parte dei miei contatti diretti. Ognuno di loro scrive per comunicare, condividere, scambiare idee, provocare. E tutti ci riescono perfettamente!

Sono queste le persone che amo seguire, anime vive, intelletti pensanti, voci nella rete che stimolano in me la quotidiana voglia di crescere e di credere che nello scambio e nel dialogo vive la libertà di pensiero!

Un grazie a tutti voi!

Immagini: DailyPic, The Trial & Aless&Ro

Nota: Se vuoi leggere la controparte più critica di questo post, leggi: Dimmi cosa scrivi e ti dirò chi sembri

2 Commenti

  1. Questo post mi piace, mi sembra quasi di aver partecipato al suo concepimento, è interessante valutare come tutti quanti …. per qualcuno…. siamo esperti, semplici, illuminati, identici ed opposti….. mi piacerebbe aggiungere una nuova categoria: quelli che scrivono poco e osservano tanto, per capire di piu dei loro contatti e poi scrivere articoli sulle categorie di utenti 8)))

    Ciao

  2. Beh! In parte è proprio frutto della nostra chiacchierata! Ergo, sei un po’ coautore!!! :-)
    “quelli che scrivono poco e osservano tanto, per capire di piu dei loro contatti e poi scrivere articoli sulle categorie di utenti” sono i peggiori!!! :-)
    Luca

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