Non solo siti. Non solo blog.

Ormai la rete produce una gamma straordinaria di strumenti per la comunicazione online. Abituati per tutti gli anni Novanta a siti statici, in semplice HTML, la rivoluzione del Web 2.0 ci ha mostrato la possibilità di costruire progetti editoriali di livello superiore, in cui l’informazione stabile, definita, poco mutevole viene affiancata all’informazione in tempo reale, alla news, all’avviso, alla comunicazione tempestiva.

Il Progetto Editoriale, come lo intende Flatland, integra proprio queste due idee, proponendo una soluzione ibrida, adatta a comunicazioni rapide, veloci, ma anche semplici e complete.

I siti (anche se ormai risulta riduttivo questo termine) sono composti da almeno tre dimensioni:

1. INFORMAZIONE STATICA

Si tratta di quelle informazioni che vengono aggiornate raramente e rappresentano solitamente la struttura più generale del sito. Esempi di queste pagine:

  • About, o Chi siamo, che descrive la società, gli autori del sito, i servizi offerti, ecc.
  • Contatti, rappresentato solitamente da almeno una mail o un modulo di contatto
  • Link, ossia pagine che raccolgono link ad altre risorse online o portfoli dei progetti realizzati dagli autori
  • Area Download, da cui scaricare materiali e risorse.

Sono informazioni fondamentali per capire le coordinate principali dello spazio web in cui ci si trova e ogni sito possiede una serie piuttosto ampia di queste pagine.

2. INFORMAZIONE DINAMICA

Il termine non sarebbe propriamente adatto, in quanto ormai tutti i siti di un certo livello possono definirsi dinamici, ma ho usato volutamente questo termine per indicare informazioni in continuo mutamento o aggiornamento. Il blog rappresenta la quintessenza del concetto di dinamica: con una certa periodicità vengono pubblicati degli articoli che rappresentano l’evoluzione del topic del blog. Ad esempio, un blog aziendale mostra una serie di aspetti, progetti, discussioni, riflessioni che letti nel modo corretto, con una prospettiva temporale più ampia rappresentano un fil rouge molto interessante, un percorso che l’azienda stessa intraprende e condivide con i propri lettori.

Solitamente questa dimensione è rappresentata dalle News, dagli aggiornamenti che l’autore del sito offre ai propri lettori.

Quello che state leggendo rappresenta l’esemplificazione di questo tipo di informazione.

 

3. INTERAZIONE

Ogni sito ha ormai un unico scopo: illustrare qualcosa e parlarne con qualcuno. Nella quasi totalità delle soluzioni più recenti questo secondo aspetto, ossia il “parlarne con qualcuno” si pone l’obiettivo di mettere in interazione diversi soggetti:

  • L’autore
  • Il lettore e l’autore
  • I lettori tra loro
  • L’autore e la rete (ad esempio, la blogosfera)

L’aspetto interattivo di un sito è quindi rappresentato da tutte le componenti online che permettono questo scambio a più direzioni. Facciamo qualche esempio:

  • I commenti ad un articolo
  • I moduli di contatto o di richiesta
  • Le interfacce per la condivisione (ad esempio nei social network)

Sono strumenti vitali per un sito, nel vero senso della parola: un sito che non permetta l’interazione con e tra i lettori è un sito morto, una vetrina di un negozio senza commessi e senza merci, una semplice e statica vetrina che deve rinviare necessariamente a qualcos’altro.

Foto: SXC , Lappis & Salvatore Vuono