Distanza e presenza. Le due facce della Formazione

Formazione a distanza o formazione in presenza?

Sono ormai quasi due decenni che sul fronte della formazione si possono annoverare diverse modalità di erogazione del processo formativo. Da quando la tecnologia ha fatto i passi più lunghi (ossia da quando la velocità di evoluzione delle soluzioni tecniche è praticamente decuplicata), le due formule di erogazione dei contenuti si sono contrapposte: prima in modo netto (“certe cose non si possono fare a distanza” tuonavano gli scettici), poi con un approccio possibilistico (“chissà, magari qualcosa la si può fare anche online”) fino al netto entusiasmo acritico (e-learning puro a gogo!!!)

La questione è piuttosto articolata e in effetti nelle soluzioni più recenti, la formula blended (Leggi qui di cosa si tratta) sembra essere la soluzione più completa e che offre risultati più duraturi!

Ma facciamo un passo indietro, torniamo alle origini della formazione, e proviamo a delinearne gli assi principali. A mio avviso le prime due coordinate archetipiche sono tempo e spazio. Bene, riflettiamoci e vediamo che ne esce fuori.

Tempo. Può essere sincrono oppure a-sincrono. Nel primo caso abbiamo il classico esempio della formazione in aula: uno o più esperti presentano dei contenuti a clienti presenti in quel momento in quella determinata aula. Nel secondo caso, invece, possiamo immaginare un contesto formativo in cui il trainer presenta dei contenuti in formato multimediale, ad esempio, per mezzo di un filmato precedentemente registrato. Il contenuto in questo secondo caso viene erogato in un momento differente da quando è stato registrato. Ancora più semplice è immaginare che questo contenuto sia messo online e che in qualsiasi momento un allievo possa vederlo: ecco il primo grande elemento della formazione a distanza: la diluizione del tempo e la destrutturazione (o meglio ri-strutturazione) del momento dell’apprendimento.

Spazio. Lo spazio può essere prima di tutto fisico, se pensiamo alla tradizionale aula a cui siamo abituati. M aprendiamo la formazione esperienziale: immaginiamo un gruppo di manager che fanno team building in cucina: dov’è l’aula? a quali dimensioni fa riferimento? Spingiamoci ancora più in là, immaginiamo un’aula virtuale, uno spazio in cui avvengono delle cose, ma che è più uno spazio mentale, facilitato da un CMS che struttura i contenuti, ma creato e vissuto interamente nella mente dell’allievo.

Ecco a cosa ci riferiamo quando parliamo di distanza: parliamo di una dimensione altra da quella a cui siamo sempre stati abituati (e che con una certa probabilità i nostri figli vivranno sempre più diversamente), qualcosa che ha una diversa collocazione spazio-temporale e che, conseguentemente, deve essere trattata con diversa cura e maggiore attenzione. proprio perchè non risponde alle regole canoniche!

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